Torrefazione TAMA

Torrefazione artigianale Ascoli Piceno

Nel mondo del caffè ci sono un’infinità di leggende create ad hoc per fare il gioco delle grandi aziende. Vi hanno sempre detto che in un buon espresso lo zucchero non scende rapidamente? Bè, è un modo per rifilarvi tazzine piene di robusta, la pianta meno costosa del caffè proprio perché “robusta”, e quindi capace di crescere un po’ ovunque. Oppure:<<Il caffè deve essere nero e forte>>. Certo, così vi abituate a un livello medio-basso di qualità, e accetterete qualsiasi intruglio dallo stesso ristorante nel quale, magari, avete rimandato indietro una bottiglia di vino perché sapeva di tappo.

Mi chiamo Michael Angelini, e siccome non mi sono mai interessato di alcolici, al ristorante considero solo il caffè. La mia è stata una deformazione personale. Sono nato e cresciuto, infatti, nel bar di famiglia, che ancor oggi è aperto nel centro di Ascoli Piceno. Fin da bambino mi aggrappavo al bancone e guardavo gli sbuffi della macchina da caffè, la preparazione assennata di mio padre, il modo in cui i clienti lo bevevano. Chi lenti, tra una chiacchiera e l’altra; chi di fretta e in silenzio, come se avessero soltanto bisogno di un’iniezione di caffeina.

Sì, il caffè mi è sempre piaciuto, ma presto ho capito quanto fosse difficile per un bar qualsiasi smarcarsi dai legacci delle grandi aziende di torrefazione. La dinamica era (ed è…) sempre la stessa: ti diamo i macchinari, pensiamo a tutto noi, ma di caffè prendi il nostro (e lo paghi anche profumatamente). E dentro quel caffè cosa c’è? Non si sa. Come è possibile che il caffè sia uno dei pochi prodotti per il quale ancora non si segnalano provenienza e qualità della materia prima? Da questo è iniziata la riflessione di Tama Caffè.

Così, tra passione e senso di giustizia, ho cominciato a sperimentare. A 18 anni ho acquistato la mia prima tostatrice, e ho passato gli ultimi 10 anni a studiare, provare e ritestare. L’investimento è stato alto, sia in termini economici che di tempo, ma alla fine è nato un progetto solido, votato alla qualità assoluta.

Nella torrefazione ci vuole pazienza, dedizione, passione e tanto studio. Creare un buon caffè è come scolpire. Sbozzi e sbagli; scalpelli e tagli; e ti può capitare anche di peggiorare la tua miscela nel tentativo di migliorarla (basta passare da un 20% a un 21%, ad esempio).

Alla fine, però, da una passione adolescenziale è nato un prodotto ricercato, e dal prodotto un’azienda artigianale tutta italiana, decisa a ridare nobiltà a una bevanda che possiede il doppio delle sfumature aromatiche del vino. Il Belpaese, patria dell’espresso e del caffè (che è anche la seconda bevanda più consumata al mondo dopo l’acqua) deve ritrovare un’eccellenza che il mercato globalizzato sta trasformando in una degustazione di stracci bagnati in tazzina. E Tama Caffè è nata anche per questo.